Il 14 gennaio 1858 Felice Orsini attenta alla vita di Napoleone III. Non è il momento per mettere in scena un regicidio: la censura napoletana lo fa capire a Verdi, che aveva messo gli occhi (e la penna, con il librettista Antonio Somma) sulla morte di Gustavo III di Svezia durante un ballo mascherato. Il progetto passa a Roma (dove debutterà nel 1859), non senza compromessi: tutto si trasferisce oltreoceano e il re diventa conte, governatore di Boston. Restano intatti il dramma dell’uomo che deve conciliare l’immagine pubblica e il rovello intimo dell’amore ricambiato ma impossibile per la moglie del suo migliore amico, il tormento di lei fra i sensi di colpa e il dolore furioso dello sposo doppiamente tradito. La nuova ambientazione, d’altro canto, non è un ripiego, ma crea un contesto ideale per un’opera in cui Verdi mescola leggerezze brillanti di gusto francese, le ombre misteriose dell’indovina Ulrica o delle congiure di palazzo, la nobiltà degli intenti, il fuoco delle passioni.
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Direttore
Riccardo Frizza
Regia
Daniele Menghini
Produzione
Teatro Comunale di Bologna, Teatro Regio di Parma, Fondazione Rete Lirica delle Marche