Pinocchio è la rappresentazione della vita, pura e senza filtri. È caos, istinto, come l’infanzia che esplode di curiosità e voglia di scoprire il mondo. Ecco perché, sul palco, a interpretare il burattino ci sarà un bambino: proprio perché Pinocchio, come un bambino, rappresenta la forza primordiale di chi nasce libero, senza regole, e impara a fare i conti con i limiti, con la responsabilità, con il crescere. Pinocchio bambino è un inno alla libertà e alla sua energia travolgente.
Non è un caso che tutto nasca da un semplice pezzo di legno, materia viva, grezza, radicata nella terra. Il legno è un richiamo alla natura, alla trasformazione, alla spinta vitale che vuole diventare qualcosa d’altro, qualcosa o… qualcuno di nuovo. Pinocchio è tutto questo, un viaggio, tra errori, cadute e momenti di scoperta, in un mondo reale, fatto di povertà, lavoro e dignità. Una realtà difficile, popolata anche da uomini che, per sopravvivere, si aggrappano all’essenziale, ignorando gli altri e pensando solo al proprio tornaconto.
In questo contesto, è straordinario che il pezzo di legno capiti nelle mani di un uomo buono come Geppetto, capace di trasformare la sua condizione misera in un atto creativo, di amore puro.
Lui è tutto per Pinocchio: è il suo rifugio, la sua famiglia e darebbe tutto per suo figlio, la sua creatura. La bottega di Geppetto è un luogo magico, proprio perché umile. È da qui che nasce l’avventura di Pinocchio, creato da mani che non possiedono nulla, ma che sanno dare vita.