Con le sue danze piene di brio, le scene spettrali e le grandi arie da cantare con il cuore in mano, dalla prima rappresentazione nel 1868 e per settant’anni, Hamlet fu uno dei titoli di punta dell’Opéra di Parigi, diventando il maggior successo di Ambroise Thomas, un’operista della generazione di Wagner e di Verdi con uno stile improntato all’immediatezza. Il libretto è ispirato liberamente all’omonima tragedia di Shakespeare: Hamlet, figlio del re di Danimarca, scopre che il padre è stato ucciso dallo zio, per poter così sposare la regina e impossessarsi del trono. Per smascherare l’assassino, il giovane dovrà sacrificare persino l’amore della fedele Ofelia. Il finale è tutt’altro che scontato.
Abitualmente, il protagonista è interpretato da un baritono, perché così era previsto nel cast della prima. In realtà, Thomas aveva concepito Hamlet come un tenore: negli ultimi anni la partitura originale è stata recuperata, affidando la parte del protagonista al tenore John Osborn per la prima esecuzione. Sarà lui a incarnare il principe triste, intonando il celebre monologo «Être ou ne pas être». Sara Blanch sarà Ophélie, la cui pirotecnica aria della follia è una vera sfida per i soprani di coloratura. Lo spettacolo avrà la regia di Jacopo Spirei e la direzione del maestro Jérémie Rhorer, che con la sua consueta sensibilità saprà mettere in risalto le atmosfere contrastanti dell’opera.
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OPERA IN CINQUE ATTI Musica di Ambroise Thomas Libretto di Michel Carré e Jules Barbier tratto da William Shakespeare Prima rappresentazione assoluta: Parigi, Opéra de Paris , 09/03/1868
Sopratitoli in italiano/francese
Jérémie Rhorer direttore d'orchestra Jacopo Spirei regia Gary McCann scene Giada Masi costumi Fiammetta Baldiserri luci Ulisse Trabacchin maestro del coro