Anna Bolena rappresenta una tappa fondamentale nell’evoluzione di Donizetti e nel suo originale percorso di ‘emancipazione’ dal modello rossiniano. Il libretto approntato da Felice Romani, ispirato al dramma Henri VIII di Marie-Joseph Blaise de Chénier, notevole sotto il profilo stilistico e per lo spessore drammatico e narrativo, consentì all’autore bergamasco di pervenire a un linguaggio maturo, capace di tratteggiare nei particolari più minuti la sottile e complessa psicologia della protagonista – una capacità analitica, che si approfondirà nella Lucia – e di imporsi con la sua valenza espressiva in particolare nella scena conclusiva, che segna la rinuncia definitiva al finale lieto, in linea con la sensibilità romantica. Donizetti compose l’opera di getto, in soli trenta giorni, per Giuditta Pasta e il tenore Giovanni Battista Rubini, due vere e proprie leggende del melodramma di inizio Ottocento. Al suo debutto al Teatro Carcano di Milano il 26 dicembre 1830, Anna Bolena ottenne uno straordinario successo, ma in seguito uscì gradualmente dal repertorio fino a quando, nel 1957 al Teatro alla Scala, Maria Callas, diretta da Gianandrea Gavazzeni, ne consacrò una vera e propria renaissance grazie a una memorabile interpretazione.
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Orchestra e Coro del Teatro La Fenice direttore Renato Balsadonna maestro del coro Alfonso Caiani regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi light designer Oscar Frosio
Enrico VIII, re d’Inghilterra Alex Esposito Anna Bolena, sua moglie Lidia Fridman Giovanna di Seymour Carmela Remigio Lord Rochefort, fratello di Anna William Corrò Lord Riccardo Percy Enea Scala Smeton, paggio e musico della regina Manuela Custer Sir Hervey, ufficiale del re Luigi Morassi